domenica 28 agosto 2016

TERRE DI SHEMIR: IL FASCINO DELLA STORIA, LA SEDUZIONE DEL PALATO


Ci sono luoghi che parlano.
Luoghi che invitano ad essere esplorati non solo attraverso gli scenari naturali che incantano lo sguardo ma anche attraverso i sentieri del passato che raccontano la storia.
Uno di questi luoghi narranti è la Sicilia, terra di sole e di mare ma soprattutto isola. Isola corteggiata da viaggiatori e commercianti che per secoli hanno sfruttato le sue coste cercando approdo per i propri traffici economici.
Attraversando gli oliveti che si srotolano tra i dolci declivi attorno a Trapani e Marsala, è facile immaginare come Elleni, Fenici e Arabi fossero stati catturati dal fascino esuberante di questa fetta di Mediterraneo e avessero offerto al mite vento delle Egadi le vele delle proprie navi in cerca di fortuna. E così fu.
Perché la Sicilia era ed è terra dall’animo generoso.
Nel cuore di questa culla ricca di storia e di natura, esattamente in località Guarrato in provincia di Trapani, nasce l’Azienda Agricola Terre di Shemir di Creuso Lara. Il nome significa “Misil” in arabo, ossia “luogo”: luogo particolarmente vocato alla coltura della vite e dell’olio ma anche luogo destinato a continuare ad innamorare i moderni esploratori, attraverso gli scenari naturali che incantano lo sguardo e i sapori straordinari che seducono il palato. Senza dimenticare la gente: perché dentro ogni singola goccia di profumatissimo olio extravergine o dentro un sorso di vino rosso rubino c’è tutta la passione di donne e uomini che hanno stretto una profonda alleanza con la Sicilia, lavorando la terra con rispetto e tutelando il valore dell’ambiente.

I vini Terre di Shemir
Pergiò
In versione bianco (Zibibbo e Grillo). Sentori di fiori bianchi, limoncella, melone giallo e note agrumate. Perfetto come aperitivo, ottimo con pesce crudo e primi piatti estivi.
In versione rosso (Nero d’Avola, Merlot 10%). Fine ed elegante, sfuma dai profumi di viola a quelli di ciliegia. Delizioso con carni bianche e rosse ma anche con fritture e formaggi freschi.
Haral (Grillo). Note di sambuco, mela verde, salvia e limoncella per esaltare piatti di pesce, risotti di mare, vitello tonnato.
Hasar (Nero d’Avola). Frutti rossi maturi e viola si mescolano piacevolmente al palato con cannella e chiodi di garofano per concludere con note fresche di resina. Un’armonia perfetta per accompagnare i piatti tradizionali siciliani, dalla pasta alla Norma alle busiate fino ai secondi di carne e pesce.
Erede (Zibibbo). Note di agrumi e papaya, pesca bianca e melone, glicine e gelsomino. Un ventaglio frutto-floreale ideale per antipasti di pesce e crostacei.
Fedire (Chardonnay). Il profumo di frutta bianca matura cede presto ai sentori floreali di macchia mediterranea con finale leggermente minerale. Si sposa con piatti di mare, couscous e formaggi pecorini.
Noeli (Sauvignon Blanc). Intrigante profumo di sambuco e anice con finale fresco di mela verde e chiusura di asparago. Chiede l’abbinamento con aperitivi importanti, pesce crudo, paste con pesci di mare e pesciolini fritti.
Elino (Merlot). Caldo, rotondo, con note di viola mammola, prugne e more, per chiudere con un finale di china e rabarbaro. Ideale sia con carne sia con pesce al cartoccio o alla brace viva, delizioso anche con formaggi di media stagionatura.
Ennaro
In versione bianco (Chardonnay, Viogner, Zibibbo, Traminer). Profumi di rosa, gelsomino e pera danzano con note di agrumi, glicine e limoncella. Allegro con piatti di pesce crudo e aperitivi.
In versione rosso (Tempranillo). Un’esplosione di fragola, ribes, gelso rosso e mirtillo. Elegante armonia perfetta con formaggi stagionati, carni rosse e brasato.
Paradiso di Lara (Nero d’Avola, Merlot). Fragranze floreali, ciliegie e gelso nero, con finale speziato di cannella e pepe nero con note di liquirizia e mandorla. Da abbinare con carni rosse e formaggi stagionati.
Selvaggio rosso (Nero d’Avola, Shiraz, Petit Verdot). L’impatto speziato di pepe nero e cannella sfuma in note di tabacco dolce e pipa ingentilite dall’eleganza di frutta matura e dal finale balsamico. Ama carni arrostire e brasate e non disegna i formaggi duri stagionati.

Trappitu: l’Olio Terre di Shemir
Fruttato delicato (Biancolilla, Cerasuola). Dolce e gentile, con fragranze verdi di pomodoro e fruttate di banana. Ideale con pesce crudo e bollito, piatti delicati e verdure.
Fruttato intenso (Nocellara del Belice, Cerasuola, Biancolilla). Personalità decisa dai marcati richiami di carciofo. Gusto tipico degli oli tratti da olive colte a maturazione non ancora completa. Si sposa con verdure, carni rosse, tonno, spada e intingoli robusti.

Conserve di tonno, sgombro e caponate completano il ventaglio di sapori Terre di Shemir, un assaggio di Sicilia impossibile da dimenticare.


sabato 27 agosto 2016

Slalom d’amore


Puoi scivolare dalla mia pelle
Districarti dai miei capelli
Evaporare dal mio sudore
Scioglierti dalle mie mani
Migrare dal mio cuore
Puoi abbandonare l’abbraccio caldo delle mie curve di miele
Plastiche, docili, tentacolari
Ma quel tuo slalom su di me resta scolpito dentro di me.
Sciavi sulle mie soffici colline e come il vento modellavi il mio profilo
Fino a naufragare là dove il sole muore nell’orizzonte.
Mai più la stessa pelle
Mai più gli stessi capelli
Mai più lo stesso sudore
Mai più le stesse mani
Mai più lo stesso cuore
Quel tuo slalom su di me resta scolpito dentro di me.




A casa dell'imperatore: la Masseria nel Sole


L’Italia è uno scrigno di ricchezze inestimabili, si sa. La maggior parte affonda le radici in un passato lontano, mescolando arte, politica, economia. Un retaggio culturale millenario che riemerge oggi anche in espressioni più godibili e leggere, come quelle legate al settore agroalimentare, grande orgoglio del nostro Paese.
La Puglia è un esempio di come la storia abbia alimentato un presente particolarmente vocato alla cultura agricola e a tutto ciò che ad essa ruota attorno. Terra corteggiata nel 1200 dall’imperatore Federico II di Svezia, che la amò al punto da ricamarne il profilo con molti gioielli architettonici tuttora vanto della regione, esercita una grande attrazione sul turismo offrendo interessi culturali e colturali.
Le masserie presenti in questa zona ne sono la sintesi più emblematica. Il termine stesso “masseria” evoca un passato lontano, ovvero una prima forma di insediamento rupestre fondata su una manciata di umili fabbricati provvisti del minimo per sfruttare la campagna e vivere dei suoi frutti. Da quel nucleo elementare di rudimenti, le masserie si sono via via strutturate fino a diventare vere e proprie forme di economia agricola. E oggi, l’espressione più attraente, è quella di casolari estesi degni di un imperatore, appunto, provvisti di tutto ed efficienti in tutto, dal lavoro nei campi, alla tavola, all’ospitalità.
Tra queste spicca la Masseria nel Sole, a Lucera, in provincia di Foggia, nel cuore del Tavoliere delle Puglie. L’azienda agricola affonda letteralmente le proprie radici in un terreno ricco di oliveti da cui si estrae un olio dotato di caratteristiche organolettiche particolarmente eccellenti.
Il Comune di Lucera appartiene alla regione olivicola "Daunia" e gli oliveti dell’Azienda sono caratterizzati quasi esclusivamente dalle varietà Ogliarola e Coratina dalla cui spremitura prende vita l’olio extravergine biologico "Masseria Nel Sole".
Bruno Pitta, padre dell’azienda, dieci anni fa ha puntato tutto sulla qualità e oggi, insieme ai figli, ne porta avanti il successo con la stessa passione di allora.
Non solo olio ma anche vino e altri prodotti alimentari sempre biologici, nel rispetto dell’ambiente. I vini della Masseria nel Sole seducono al primo sguardo, prima ancora che all’assaggio. Nomi ed etichette paiono celare un misterioso linguaggio che, forse, solo visitando l’azienda potrà essere svelato. Dal brioso Vino Spumante ai poderosi rossi Gigolò e Diaboliko, dal profumatissimo rosato Madame al suadente bianco Dedicato, ogni bottiglia sembra possedere una storia tutta sua da raccontare, da esplorare con piacere sorso dopo sorso.